La causa, un piatto che ha il sapore dell’indipendenza e della resistenza nazionale
- 20 jun 2016
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Correva l’anno 1880 ed il Perù si ritrovava in piena Guerra del Pacifico. Nel bel mezzo del conflitto in molti iniziarono a riunire ingredienti per aiutare a sostenere i costi della campagna militare del nostro battaglione. Tra questi alimenti troviamo mais, piselli, carote e soprattutto patate.
Adolfo Perret, del Ristorante Punta Dal ed Óscar Bustamante, di Mi Causa, raccontano di donne che schiacciarono le patate mischiandole ad olio, peperoncino tritato, gocce di limone, sale e pepe. Tale combinazione veniva schiacciata è mescolata e poi venduta per poter racimolare fondi. Corse immediatamente la voce e questo composto iniziò a venire venduto con lo slogan: “Per la causa, per la causa”. È così che, pare, abbia avuto origine il nome di questo piatto.
Cecilia Portella sottolinea invece che l’origine di questo piatto risalirebbe a qualche anno prima, ovvero nel 1821, “a seguito del discorso di Don José de San Martín durante la Dichiarazione d’Indipendenza del Perú, venne organizzato il ‘Banchetto per la Felice Notte’ in cui fu servita, insieme ad altri piatti creoli, anche la nostra causa.”
Cesar Coloma cita Juan de Arona in un articolo pubblicato in uno dei giornali nazionali più in voga, “Una buona causa”, segnalando che “nonostante causa sia un nome spagnolo in questo caso dovrebbe invece provenire dal quechua “causay” che significa vita, il sostentamento, le necessità della vita, ecc.”

A riguardo della causa il tradizionalista Ricardo Palma racconta che, ai suoi tempi, “i venditori di Lima avrebbero potuto diventare protagonisti di un libro grazie a tutti i loro particolarissimi slogan…”. Ad esempio: “Vi erano case in cui non si necessitava di orologi per sapere l’ora, bastava lo slogan del venditore ambulante” e “Alle due del pomeriggio la picaronera (colei che cucina i picarones, dolci tradizionali), l’humitero (colui che prepara l’humita, un altro piattino tradizionale) e quelli della buonissima causa di Trujillo recitavano a voce alta i proprio slogan”.
Infine Coloma ci fa conoscere una ricetta di Ernst W. Middendorf. “La massa principale della suddetta consiste in patate gialle farinose schiacciate condite con siccome di limone e peperoncino, che viene poi battuta con olio di oliva fino a che il risultato non sarà una pappetta consistente e morbida.”

Oggi la causa viene anche farcita ed i suoi ripieni sembrano non conoscere limiti: pollo, tonno, polpo, pesce e frutti di mare. Anche se non ci è dato conoscere con certezza l’origine certa di questo piatto risulta facile pensare che in un paese che vanta più di tremila tipi di patate e che ama il peperoncino la creatività ed il buon gusto dei peruviani avrebbero potuto dar vita a questo irresistibile piatto in qualunque momento della storia.






















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