La cucina peruviana: un’azienda multinazionale del XXI secolo
- 18 jun 2016
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Sono già quasi 10 anni che, attraverso ininterrotti successi, la cucina peruviana ha iniziato la sua ascesa fino a posizionarsi tra le cinque cucine più apprezzate e valorizzate del mondo insieme a quella francese, messicana, giapponese ed italiana. La sua è stata una trasformazione graduale, ma sempre in direzione ascendente; tutto grazie al duro lavoro del pioniere visionario (e chef) Gastón Acurio, proprietario dell’emblematico e premiato ristorante Astrid y Gastón.

Durante tutti questi anni di gloria e di riconoscimenti internazionali della nostra cucina siamo stati testimoni delle metamorfosi che hanno attraversato le nostre abitudine gastronomiche, un drammatico cambiamento che consiste nell’esser passati dai fornelli di casa alla nouvelle cuisine.
“Il Perù è stato un pioniere nel mostrare al mondo quanto la cucina possa essere importante per un paese in termini sociali, culturali ed economici, e quanto possa valorizzare l’immagine di un paese nel mondo”: sono queste le parole di Acurio stesso, precursore di tale ‘ascesa socioculturale’.
Nonostante questo, e nonostante i molteplici successi culinari, c’è chi dice che attualmente la cucina peruviana si trovi in una fase di stallo; sarà forse una delle conseguenze dell’aver già ottenuto tutto (?).
Secondo Gastón Acurio questa ‘fase di stallo’ denota piuttosto un processo completamente opposto. Secondo Acurio la cucina peruviana è arriva al punto massimo del primo livello: il riconoscimento da parte del mondo. Che fare ora? Ebbene, è arrivato il momento della “culturalizzazione della cucina”, un processo che implica l’aggiunta del fattore antropologico e di quello folcloristico come nuovi condimenti ai nostri piatti.

Ed il Perù, che è una vasta ed estesa fonte di cultura, ha tutte le premesse per poter salire il gradino che conduce al prossimo livello. Il miscuglio di culture (africana, asiatica, europea, andina ed amazzonica) e la biodiversità, ingredienti poco sfruttati entrambi, sono i principali strumenti che possono portare al raggiungimento dell’obiettivo, strumenti che permettono l’utilizzo e lo sviluppo di nuovi versanti gastronomici.
Con quest’idea tra i denti Gastón ci rivela un suo sogno: spera che, così come in ogni tavola del mondo si può trovare una bottiglietta di ketchup, un giorno se ne potrà trovare una anche di salsa alla huancaína -un’emulsione di latte, formaggio e peperoncini gialli che noi peruviani utilizziamo abitualmente collocandola sulle patate bollite-. In altre parole “vogliamo peruvianizzare il mondo”.

TESTO: HUGO RENZO MEJÍA





















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